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Un’escursione nel Deserto di Dubai come organizzare
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Escursione nel Deserto di Dubai: un’esperienza da provare

Un’ escursione nel deserto di Dubai è, a mio avviso, una delle migliori attività da fare se ti trovi da queste parti.

Ti ho raccontato in un precedente post della mia visita a Dubai, città che ho esplorato durante il ritorno dal mitico viaggio in Australia. In questo post voglio raccontarti più nel dettaglio della splendida giornata che ho passato nel deserto di Dubai. Tanto per iniziare devo confessarti che, sebbene abbia visitato i 5 continenti, non ero mai stata in un deserto di sabbia. Durante il viaggio in Cile, avevo visitato il deserto di alta quota di Atacama, un paesaggio lunare magnifico e unico, ma non è un deserto di sabbia. Quindi trovandomi a Dubai non potevo perdermi questa occasione.

Ci sono molte agenzie che organizzano questo tipo di escursione, noi, sotto suggerimento dei nostri amici che vivono a Dubai, abbiamo optato per Arabian Adventure agenzia che fa parte del gruppo Emirates ed è seria ed affidabile. In particolare abbiamo scelto, prenotandolo online, il pacchetto Sunset Dinner Safari pagando circa 50 Euro a  persona.

Un’escursione nel Deserto di Dubai come organizzare

Deserto di Dubai

Una giornata nel deserto di Dubai

Ti starai chiedendo cosa si fa durante l’escursione, eccoti i dettagli. Verso le 15 la nostra guida, un ragazzo molto simpatico,  arriva a prenderci direttamente in hotel con un fuoristrada a 7 posti. L’orario di partenza e di ritorno variano a seconda dell’ora del tramonto. Ci dirigiamo verso la riserva naturale che dista circa un’ora d’auto dalla città. La riserva naturale del Deserto di Dubai è nata nel 2003, si estende per 200 kmq ed ha l’obbiettivo di preservare la biodiversità di quest’area.

Prima di entrare nella riserva naturale, ci fermiamo in un punto di incontro dove ci uniamo a tutti gli altri mezzi di Arabian Adventure. L’autista sgonfia un po’ gli pneumatici per poter guidare tra le dune, infatti la prima parte del tour prevede evoluzioni in auto tra le dune del deserto, molto divertente! Mentre attraversiamo il deserto arriviamo ad un’oasi dove ci sono molte antilopi che si dissetano e approfittano di un po’ d’ombra. Pensa che qui la temperatura può raggiungere i 48 gradi, gli animali e le rare piante hanno imparato a sopravvivere in questo ambiente estremo.

Antilopi nel deserto di Dubai

Escursione nel Deserto di Dubai

Dopo mezzora di evoluzioni tra le dune eccoci finalmente al punto panoramico da dove potremo assistere al tramonto nel deserto. Un mare ocra e arancio di sabbia si distende davanti a noi,  un paesaggio che cambia ogni giorno  a seconda del vento, una distesa infinita di sabbia, una grande emozione di fronte a  un paesaggio che incontro per la prima volta. E un pensiero che si affaccia subito nella mia mente come possono gli uomini del deserto non perdersi in questo mare di sabbia senza punti di riferimento?

Estasiati da tanta bellezza scattiamo mille fotografie, non può mancare la foto del salto che per un effetto ottico fa sembrare un salto di 10 cm molo più elevato.

Tramonto nel deserto

Un’escursione nel Deserto di Dubai come organizzare

Cena Berbera nel deserto di Dubai

Dopo il tramonto siamo pronti per raggiungere l’accampamento berbero dove ceneremo. L’accampamento per quanto costruito ad hoc per i turisti è comunque suggestivo e riproduce bene l’accampamento dei popoli nomadi del deserto: tappeti, cuscini e tavoli apparecchiati. Prima della cena chi lo desidera può dedicarsi a alcune attività come un giro sul cammello, una foto con i costumi tipici o semplicemente rilassarsi bevendo un tè accompagnato dai datteri. La cena self service è molto ricca con antipasti, piatti di carne ma anche possibili opzioni vegetariane in tipico stile arabo.

Nel frattempo è scesa la notte e il cielo del deserto si illumina di tante stelle. Per finire la piacevole serata una danzatrice del ventre ci delizia con questo affascinante ballo tradizionale. Siamo così pronti a fare ritorno in città, dove l’autista ci riaccompagna in hotel.

Accampamento berbero

Deserto di Dubai

Cena nel deserto

danzatrice del ventre

Sebbene normalmente non mi entusiasmino le escursioni organizzate e troppo turistiche posso dirti che in questo caso mi sono divertita, mi è piaciuto tutto, la natura, il tramonto, la cena, è stata un’ esperienza che ti consiglio e che ripeterei volentieri.

Tu sei mai stato in un deserto? Il mio obbiettivo per il futuro è passare una notte nel deserto, per vivere ancora più intensamente questa esperienza.

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Bangkok
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Bangkok: le mie impressioni

In tanti mi avevano parlato di Bangkok ma i pareri erano discordanti. C’era chi la descriveva come una città magnifica e chi la considerava come un postaccio in cui non sarebbero più tornato: dovevo quindi vederla per capire meglio.

Bangkok

Bangkok

La città di per sé non mi ha entusiasmata: è caotica, calda, disordinata con un’identità non ben definita un po’ antica un po’ moderna. Ci sono però alcuni aspetti che mi sono piaciuti.

  • Il cibo thai è davvero una delizia e anche nel ristorante di strada più sgangherato si può mangiare in modo eccellente spendendo pochissimo. Il piatto che ho mangiato più spesso è il pad thai ossia spaghetti di riso saltati in padella con salsa di soia, verdure e gamberi. Gli amanti del cibo piccante si troveranno benissimo.
    Vedere Bangkok

    Cibo di strada

    Bangkok

    Bangkok

 

  • I mercati. Un po’ ovunque in città si possono trovare bancarelle che vendono cibo, frutta, fiori, amuleti. Si c’è anche il mercato degli amuleti, li si aggirano persone sicuramente più esperte di me che scrutano i vari amuleti esposti per trovare quello di maggior qualità.
    Cosa fare a Bangkok

    Mercato

    Bangkok

    Mercato di frutta

 

  • La navigazione sul fiume. mi è piaciuto molto vedere la città dal fiume, la prospettiva differente, fuori dal traffico e dal caos mi ha rilassata.

 

  • I massaggi. Non si può andare in Thailandia e non provare i massaggi, le loro tecniche vi faranno rinascere.

 

  • Gli hotel con la piscina sul tetto. La scelta dell’hotel è fondamentale, infatti dopo una giornata in giro per la città tornare in un bel hotel e poter guardare la città dall’alto sarà un premio meritato. Noi sia stati al Motern Sathorn, hotel moderno, lussuoso, con una colazione strepitosa e una bellissima piscina sul tetto. Posto in un’ottima posizioni proprio di fronte alla metropolitana e a 10 minuti a piedi dalla partenza dei traghetti.

    Bangkok

    Piscina sul tetto a Bangkok

Insomma Bangkok mi ha fatto capire come è una metropoli asiatica, molto differente dalle nostre metropoli europee, ma di sicuro non è una città in cui ho lasciato il cuore.

Voi cosa mi dite delle vostre esperienze a Bangkok?

 

 

 

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Cambogia alla scoperta dei templi di Angkor in bici

La Cambogia è caratterizzata da 3 elementi: natura selvaggia, templi antichi ed un popolo dolce.

La scorsa estate, durante il nostro viaggio di agosto in Asia abbiamo deciso di passare alcuni giorni ad esplorare i templi dell’antica città di Angkor, in particolare attratti dal tempio più famoso Angkor Wat. Sinceramente non mi ero documentata molto, sapevo che Angkor Wat è considerata una meraviglia del mondo e ho deciso di fare tappa qui e sono rimasta molto soddisfatta. Nella mia ignoranza non sapevo quanto grande fosse il parco e quanti fossero i templi presenti.

Angkor Wat

Monaco buddista- Angkor Wat

Come arrivare e dove pernottare a Siem Reap.

La città da cui partire per visitare il parco archeologico che ospita l’antica città di Angkor è Siem Reap. Noi ci siamo arrivati con un brevissimo volo Air Asia da Bangkok, durato meno di un’ora, costo andata e ritorno 60 Euro. Raggiungere la città dalla capitale Thailandese è davvero comodo. Arrivati in aeroporto abbiamo pagato il visto, 60 Euro…come il volo,  vi consiglio quindi di portare con voi un po’ di contanti in Euro o dollari. La città di Siem Reap è formata da due strade principali, piene zeppe di locali che vendono la birra a un dollaro, musica alta e gran confusione, vi consiglio quindi di evitare di prendere un hotel in centro se volete riposare. Tanto per capire la strada principale si chiama Pub Street.

Angkor Wat

Siem Reap – Pub Street

Noi siamo stati in un grazioso hotel con piscina e Spa a metà strada tra la città e il parco archeologico: il Siddharta. Una vera oasi di pace, immerso in un giardino tropicale, una fresca piscina per rinfrescarsi dopo una calda e umida giornata, la Spa con ogni tipo di massaggio, il ristorante nel caso non si ci voglia muovere, il tutto a un ottimo prezzo, circa 60 Euro a notte con colazione. La posizione è perfetta si può infatti raggiungere la città con un tipico tuk tuk o in bicicletta.

L’antica città di Angkor.

L’antica città di Angkor nacque intorno all’ anno 800 durante il regno di Jayavarman II e  prosperò sino al 1300. Durante questi anni furono costruiti moltissimi edifici all’interno della città. La maggior parte degli edifici che sono oggi visibili sono i templi poiché questi erano costruiti con materiali più pregiati e resistenti. La religione diffusa nella zona a quel tempo era l’induismo, anche se verso la fine dell’impero fu introdotto il buddismo. Nella religione Indù gli edifici sacri sono visti come la casa della divinità, per questo hanno una struttura molto differente rispetto alle nostre chiese. I templi non hanno uno spazio per raccogliere i fedeli, ma vengono concepiti per ospitare le divinità. In particolare alcuni di questi, ad esempio Angkor Wat, sono detti templi montagna. La caratteristica del tempio montagna è di avere al centro alcuni edifici a piramide che rappresentano il monte Meru, luogo in cui vivono le divinità.

Angkor Wat

Templi e giungla.

Organizzare la visita ai templi di Angkor

Credo che 3 giorni sia la durata corretta per visitare il parco archeologico, si può acquistare il biglietto per 3 giorni a  62$. Ci sono varie possibilità per recarsi ad esplorare i templi immersi nella giungla. Utilizzare il tuk tuk che vi porterà all’ingresso dei vari templi e l’autista vi aspetterà per portarvi ad un altro tempio appena terminerete la visita. Scegliere di fare una visita guidata con una guida, che di sicuro vi permetterà di conoscere meglio la storia. Noi abbiamo scelto di effettuare la nostra visita in bicicletta, e devo dire che, nonostante il caldo afoso, è stata un’ottima idea. I gentili ragazzi dell’hotel ci hanno prenotato le biciclette e così in piena autonomia siamo partiti. La bici è un mezzo che vi consiglio perché oltre ai templi, avrete modo di entrare maggiormente a contatto con la rigogliosa natura cambogiana.

Angkor Wat in bici

In bici ad Angkor Wat

Abbiamo utilizzato la bici 2 giorni percorrendo il primo giorno 32 km il secondo 25Km, sono parecchi ma essendo tutto pianeggiante non avrete problemi.

Angkor Wat in bici

Percorso in bicicletta

Angkor in bici

In bicicletta ad Angkor

Cosa vedere

I templi che mi sono maggiormente piaciuti sono Angkor Wat dove siamo tornati 2 volte. Nella zona del tempio si può soltanto entrare a piedi, fa molto caldo quindi vi consiglio di arrivare muniti di acqua, crema solare, occhiali da sole e cappellino. Ci sarà anche moltissima gente, tantissimi cinesi, ma d’altra parte il luogo è così bello che tutti vogliono vederlo. All’ hotel ci hanno suggerito di visitare il tempio la mattina in quanto la massa si reca lì il pomeriggio. Difficile descriverne la magnificenza, il tempio è decorato con bassorilievi bellissimi e perfettamente conservati.

Altro tempio magnifico è Bayon nell’antica città di Angkor Thom. Il tempio è caratterizzato da 37 torri ancora in piedi ognuna con 4 faccie per ciascun lato. Gli enormi volti rappresentano la divinità che vede tutto in ogni direzione. Lo sguardo della divinità scolpita è enigmatico. Ciò che mi ha particolarmente colpita è il fatto che sembrino tutti uguali. Sebbene non li abbia mai visti dal vivo, ricordano le statue dell’isola di Pasqua.

Angkor Thom

Volti scopiti tempio nella antica Angkor Thom

Angkor

I volti di Bayon

Angkor Thom

Tempio Bayon

Infine Ta Prohm ora anche conosciuto come il tempio di Tomb Raider, infatti qui è stato girato il film tratto dall’omonimo videogioco. Oltre alla bellezza del tempio, potrete fare bellissime fotografie e vedere come la natura si è espansa a discapito di quanto costruito dall’uomo. Ci sono poi molti altri templi ed edifici ma questi a mio avviso gli imperdibili.

Angkor templi

Alberi cresciuti sui Templi – Ta Prohm

Angkor - Ta Prohm

Alberi che crescono sui templi – Ta Prohm

Un luogo magico che mi ha stupita. Vi ho convinti a partire?

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Perché un viaggio a Bali è sempre una buona idea.

L’isola di Bali ha qualcosa di magico, rilassante, rigenerante. Siete amanti dello yoga o del surf? Siete vegani o vegetariani? Volete fare snorkeling e vedere le tartarughe? Vorreste visitare un paese con una forte cultura induista? Avete bisogno di una vacanza rilassante con tanti massaggi e cura del corpo? Se avete risposto si alle precedenti domande, Bali fa al caso vostro.

La piccola isola fa parte del più grande stato arcipelago del mondo: l’Indonesia. Il viaggio per raggiungere l’isola dall’Italia è piuttosto lungo, ma nel caso stiate organizzando un viaggio nel sud- est asiatico una tappa qui è d’obbligo.

Perché visitare Bali?

  1. La cultura. La religione dell’isola è l’induismo balinese: una forma particolare di induismo, giunta qui dall’India, con forte animismo locale. L’isola è disseminata di templi, addirittura molte abitazione hanno un proprio tempio. C’è una forte devozione,  molto spesso camminando per le strade si vedono donne che portano in dono fiori e incenso alle varie divinità. Spesso si ci imbatte in processioni, gli abiti indossati sono caratteristici di questa popolazione, in particolare il sarong, un pezzo di stoffa, solitamente colorato, che viene legato in vita come una gonna, ed è usato sia dagli uomini e che dalle donne. Inoltre il popolo balinese è conosciuto per l’arte. Ogni paesino è legato ad una particolare attività: la pittura, la scultura, la musica, la danza.

    Bali

    Tempio sull’acqua – Bali

  2. La Natura: Bali è l’isola del frangipane o fiore del paradiso che con il loro profumo intenso inebria. La coltivazione principale è quella del riso e le caratteristiche terrazze sono divenute patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 2012. Infine i vulcani che svettano tra la giungla.
    Bali

    Frangipane – Bali

    Bali vulcano

    Bali vulcano

  3. Il mare ossia le Gili. Bali è bagnata dall’oceano Indiano, quindi onde piuttosto imponenti adatte ai surfisti, per fortuna con un paio d’ore di nave veloce si raggiungono Le Gili Island: 3 atolli con mare calmo e splendida barriera corallina. Snorkeling spettacolare ho visto molte tartarughe, una meraviglia!

    Gili - Bali

    Spiaggia – Gili island

  4. Lo Yoga. Una delle mie grandi passioni è lo yoga che mi aiuta a sciogliere il corpo e a calmare la mente. Bali e in particolare la città di Ubud sono un paradiso per coloro che vogliono dedicarsi allo Yoga. Sono infatti presenti numerose scuole di yoga con lezioni differenti ad ogni ora del giorno dallo yin al flow alla meditazione. Vi parlerò della mia esperienza nelle varie scuole in un altro articolo.

    Bali yoga

    Attenti al cane che guarda in giu’

  5. Il cibo vegetariano – vegano: non è sempre facile mangiare fuori per coloro che seguono una dieta vegetariana, ma a Bali non ci saranno problemi! Ci sono numerosi ristoranti e bar vegani con cibi squisiti e coloratissimi. Menzione particolare va a Alchemy Cafè ad Ubud, un ristorante vegano crudista che secondo me è da provare, dolci strepitosi.

    Bali colazione

    Quando si dice… colazione.

  6. I massaggi: l’isola è letteralmente piena di centri benessere dove prendersi cura del proprio corpo, massaggi tradizionale, al viso, ai capelli…relax assicurato e prezzi bassi.

    Bali massaggi

    Un massaggio

  7. Il surf e i surfisti: l’isola è un paradiso per i surfisti che cercano l’onda giusta. In Europa non è uno sport usuale, trovo quindi interessante osservare i surfers nelle loro evoluzioni, in più sono spesso dei gran bei ragazzi. Inoltre se volete provare qualcosa di nuovo ci sono diverse scuole che offrono lezioni di surf, potresti anche voi solcare le onde.

    Bali

    Surfer al tramonto

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